A livello mondiale è posta molta attenzione al problema della "erosione
genetica", intesa come perdita di variabilità nell'ambito di una determinata specie
sia vegetale sia animale, dovuta all'estinzione di varietà o di razze. Diviene quindi
importante il recupero di quei soggetti animali o vegetali a rischio per poter fare
una oggettiva valutazione non solo del loro valore globale, ma anche particolare
per alcune caratteristiche che potrebbero risultare di grande utilità in programmi
di miglioramento genetico.
Riguardo alle varietà di vite esiste un notevole interesse nel recupero dei vecchi
vitigni, sia perchè ci sono probabilità di ottenere vini originali, legati al territorio
e con una personalità ben delineata, sia per la possibilità di trovare caratteristiche
genetiche di resistenza alle più comuni fitopatie della vite e caratteri di adattabilità
ad ambienti di coltivazione particolari.
A livello europeo esiste un progetto di ricerca denominato "Grapevine genetic
resources network-rete di risorse genetiche della vite", in applicazione del
regolamento CEE n.1467/94 che ha per tema la conservazione, caratterizzazione,
collezione e utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura. Recentemente
l'importante obiettivo della salvaguardia della biodiversità genetica, anche in
ambiente viticolo, è stata inserita nell'azione 11 della misura 2f del piano di
sviluppo rurale 2000/2006 della Regione Emilia Romagna che recepisce il
Regolamento CEE 1257/1999 e può contribuire a dare attuazione alla Convenzione
Internazionale di Rio sulla biodiversità.
Certamente il progresso di una viticoltura di qualità si fonda sulla valorizzazione
delle risorse genetiche della vite. In quest'ottica riveste particolare importanza la
problematica della individuazione, classificazione e savaguardia di antichi vitigni
locali prossimi all'estinzione, sia per poter effettuare test enologici in purezza che
permettano una valutazione della loro attitudine a dare prodotti di qualità, sia
per gli aspetti legati alla storia ed alla cultura vitivinicola di territori di antichissima
tradizione.
Le note e le schede che seguono sono il frutto delle mie "scorribande" nei relitti
dei vecchi vigneti del Riminese, di appassionanti chiacchierate con anziani
viticoltori, di notizie tratte dai Bollettini Ampelografici Provinciali editi dal 1876
al 1879 e da vecchie note di Ampelografia locale degli anni '20.
Molte schede sono purtroppo scarne perchè le varietà descritte sono i residui
di una viticoltura in cui queste venivano coltivate nei filari e nei vigneti miste fra
loro e raramente vinificate in purezza, ed anche le caratteristiche agronomiche
non potevano essere ben definite.
Questa pubblicazione vuol costituire un primo inventario di varietà tipiche
dell'antica viticoltura del Riminese al cui completamento mancano altre varietà,
del cui nome, per alcune di esse, si è persa memoria, ed essere propedeutica alla
catalogazione in campo di quelle ritenute più interessanti, per poter procedere
alla loro conservazione e poterne saggiare al meglio le caratteristiche agronomiico-enologiche. |